Turismo

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In Italia il turismo vale il 10%del PIL, con un giro di affari che si aggira annualmente sui 140 miliardi di euro, 280 mila imprese, oltre 660 mila dipendenti.

Ampia l`offerta di servizi(dall’industria vacanziera al turismo culturale e d’affari, dall’industria termale ai percorsi enogastronomici), con  grandi potenzialità di espansione.
Per essere competitivi, però, non basta puntare solo sulla valorizzazione delle nostre eccellenze, ma occorre accelerare le riformedel sistema di promozione dell’immagine del Paese, in Italia e all’estero, diversificando le offerte stagionali, i prodotti e i servizi in relazione a specifiche esigenzedi una clientela molto differenziata.
Ci vuole un piano strategico di sviluppoe una maggiore integrazionedelle politiche per il turismocon altri settori, dai trasporti alle infrastrutture, dai beni culturali alla sicurezza e alla tutela dell’ambiente e delle risorse naturali.
Per riconquistare la leadership internazionale nel settore turistico, l’Italia deve investire nell’applicazione delle nuove tecnologie non solo per la tutela e la conservazione del patrimonio culturale, ma per migliorare i servizi di accoglienza dei visitatori.
Per questo, il riordino degli istituti tecnici ha inserito l`indirizzo Turismo nel settore ECONOMICO.
Il diploma dell’Istituto tecnico del Turismo prepara ad operare in un settore in continua evoluzione.
Nei lavori collegati al turismo contano molto le capacità nelle relazioni con il pubblico, la flessibilità, le competenze organizzative per progettare e gestire servizi innovativi, le capacità di lavorare in gruppo e di interagire con gli altri.
Bisogna conoscere norme e leggi che regolano la circolazione di chi viaggia e l’utilizzo dei mezzi di trasporto e saper operare nei sistemi gestionali e informativi delle imprese del settore.
È indispensabile la conoscenze delle lingue. Nell’indirizzo per il turismo si studiano tre lingue: l’inglese, una seconda lingua comunitaria e una terza lingua straniera.
Ampio spazio all’informatica.
Cambia il mondo del lavoro, cambia la società, cambiano i ragazzi, cambia anche la scuola che si riorganizza con il riordino degli istituti tecnici. A partire dal settembre del 2010ci saranno due soli settori – quello economico e quello tecnologico – per un totale di 11 indirizzi.
TURISMO è un indirizzo del settore ECONOMICO.
Un ruolo cruciale hanno i laboratori, ma anche gli ambienti di lavoro dove ogni alunno frequenta stage, tirocini, alternanza scuola-lavoro.
Le ore settimanali saranno meno che nel passato: 32 a settimana, ma saranno ore effettive di 60 minuti. In totale, 1056 ore di scuola all`anno.
Al diploma si arriva in cinque anni: i primi quattro suddivisi in due biennie un quinto anno finale.
Gli apprendimenti sono articolati in: un’area di insegnamento generale, con discipline comuni agli indirizzi del settore.
aree di indirizzo specifiche, per formare le competenze tecniche e operative collegate agli ambiti produttivi.
Nel primo biennio sono assunti come riferimento per le discipline i 4 assi culturali dell’obbligo di istruzione: dei linguaggi, matematico, scientifico-tecnologico, storico-sociale.
L’area comune su quella d’indirizzo: 660 ore sulle 1056 totali.
Nei primi due anni, in tutti gli indirizzi, si studiano: Italiano, Inglese, Storia, Matematica, Diritto ed Economia, Scienze della Terra, Biologia, Scienze motorie e sportive, Religione cattolica o attività alternative.
Fisica, Chimica, Geografia, Economia aziendale, Informatica e seconda Lingua comunitaria sono discipline specifiche comuni ai due indirizzi del settore Economico.
Dal terzo anno aumentano le ore dedicate all’acquisizione delle capacità operative del settore Turistico: Terza Lingua straniera, Discipline turistiche aziendali, Geografia turistica, Diritto e legislazione turistica, Arte e Territorio.
Aumenta la quota oraria dell`area di indirizzo: 561 ore su 1056.
Più stage, tirocini, alternanza scuola-lavoro, e un’offerta formativa più flessibile e coerente con le esigenze del territorio e del mondo produttivo. La scuola si apre alla collaborazione con le realtà esterne e si arricchisce dell’ausilio di esperti.
Grazie all’autonomia, gli istituti tecnici hanno l’opportunità di modificare fino al 20%’orario annuale delle lezioni per realizzare attività e insegnamenti facoltativi.
Dal terzo anno, possono essere introdotti spazi di flessibilità nelle aree di indirizzo (al 30%  secondo biennio, 35%  quinto anno), articolare eventuali opzioni che consentano di rispondere efficacemente a documentate richieste del territorio e del mondo del . Le opzioni saranno inserite in un elenco nazionale, periodicamente aggiornato in base al monitoraggio e alla valutazione dei risultati.
Gli studenti scelgono le opzioni a conclusione del primo biennio.
Nel diploma finale, rilasciato con l’esame di Stato, sono certificate le competenze del profilo generale e quelle acquisite con le opzioni.
Le prospettive dopo il diploma
Ma perché le famiglie dovrebbero scegliere per i propri figli i percorsi degli istituti tecnici? Molti i vantaggi:
maggiore probabilità di trovare lavoro e in tempi più brevi tassi di occupazione più alti remunerazioni più elevate.
Per chi sceglie di proseguire gli studi negli istituti tecnici superiori – ITS – o nei corsi universitari coerenti con i diplomi tecnici, si aprono ulteriori prospettive occupazionali.
Nel settore turistico le maggiori richieste si concentrano sulle figure tecniche intermedie (programmatori turistici, tecnici di agenzie di viaggio e imprese turistiche, addetti all’amministrazione e tecnici delle vendite, addetti all’accoglienza e all’assistenza dei clienti e alla promozione turistica).
I profili più ambiti nelle imprese del turismo riguardano soprattutto tecnici dei rapporti con i mercati nazionali e internazionali e tecnici per l’amministrazione delle imprese del settore turistico.

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